Indio

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L’indio è un metallo morbido, duttile, malleable, e brillante. È di colore bianco argenteo ed ha una struttura tetragonale a facce-centrate. È liquido in una vasta gamma di temperature (come il gallio), è stabile in aria ed in acqua ma si dissolve in acidi.

Fino al 1924 esisteva sulla Terra un solo grammo di indio puro e ad oggi si stima che sul nostro pianeta vi sia la stessa abbondanza dell’argento.

Una volta riscaldato ad di sopra del suo punto di fusione prede fuoco e brucia con una fiamma viola. È radioattivo molto debolmente, infatti i suoi atomi decadono (con un tempo di dimezzamento di 4 x 1014 anni, un tempo maggiore dell’età dell’universo) in atomi di stagno. La sua radioattività, per i motivi esposti, non è pericolosa.

L’indio è usato in leghe a bassa fusione (leghe bassofondenti) e come piastra protettiva per i cuscinetti ed altre superfici metalliche. Può essere usato per formare la superficie resistente degli specchi alla corrosione: quando evaporato e lasciato depositare sul vetro produce uno specchio di qualità tanto buona quanto quella dell’argento. Viene usato per film sottili (strati di materiali molto sottili), per i pannelli a cristalli liquidi (LCD), per foto-conduttori, transistor al germanio, vetri per touchscreen, cuscinetti per motori a reazione, pannelli solari.

L’indio viene estratto come sottoprodotto dello zinco, ma anche dai minerali di ferro, rame e piombo. La produzione annua mondiale consiste in circa 600 tonnelate.

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