MOLIBDENO


molibdenoIl molibdeno elementare è un metallo grigio-argenteo, e presenta valori particolarmente elevati di temperatura di fusione, densità, durezza, modulo di elasticità e conducibilità elettrica. Allo stato compatto si ossida all’aria formando il triossido solo a elevata temperatura, non viene attaccato dagli acidi diluiti e dagli alcali caustici fusi, e resiste inoltre all’attacco della maggior parte dei metalli fusi.

Il molibdeno, il cui nome deriva dal greco e significa simile al piombo, fu identificato da C.W. Scheele nel 1778 nel minerale molibdenite, ma fu ottenuto allo stato di elevata purezza solo nel 1910. In natura, dove non si trova libero ma in composti corrispondenti ai suoi stati di ossidazione +4 e +6, non è un elemento molto abbondante, poiché costituisce circa il 2*10-4% della crosta terrestre. Il suo minerale principale è la molibdenite, MoS2.

Il molibdeno metallico puro è impiegato nella fabbricazione di giunzioni vetro-metallo (per esempio supporti di filamenti di lampade a incandescenza), parti di forni elettrici e in generale parti di apparecchiature funzionanti a elevate temperature ed eventualmente in contatto con metalli fusi. Circa l’80% del molibdeno viene però utilizzato come componente di leghe ferrose: in particolare negli acciai legati l’aggiunta di molibdeno aumenta la durezza, la resistenza alla corrosione e all’abrasione e la tenacità a caldo. Il molibdeno è un componente indispensabile anche di acciai speciali, quali gli acciai inossidabili al cromo-nichel, gli acciai impiegati per la fabbricazione degli utensili ad alta velocità e le turbine a gas per motori a reazione. Composti inorganici e organici di molibdeno sono impiegati come catalizzatori di processi chimici e petrolchimici, come componenti di pigmenti e coloranti per vernici e ceramiche, come inibitori di corrosione e come ritardanti di fiamma; il disolfuro di molibdeno è utilizzato come lubrificante.

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