Il drammatico crollo dell’argento del 1893

Il drammatico crollo dell’argento del 1893

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Correva l’anno 1880 in Colorado (Stati Uniti) e l’argento era diventato il re di tutti gli investimenti e il simbolo principale della ricchezza. Venivano costruite enormi fortune dall’estrazione mineraria, dal settore ferroviario e bancario. L’euforia di arricchirsi rapidamente era così grande che spesso gli investimenti erano destinati ad attività stravaganti e inutili. Questi eccessi e la crescente speculazione, portarono dopo pochi anni alla grave depressione del 1890.

Fin dai tempi di George Washington, il primo presidente degli Stati Uniti, il paese era basato sul bimetallismo, un sistema monetario nel quale la moneta viene espresso sulla base di una determinata quantità di oro o di argento, con il rapporto tra le due quantità fissato per legge. Naturalmente, il principale problema di questo sistema è l’instabilità creata dalla fluttuazione del valore dei due metalli.

Il Gold Rush (la corsa all’oro) del 1849 in California, provocò l’arrivo sul mercato di grandi quantità di oro, che provocarono una discesa dei prezzi. Prima di allora, l’oro valeva 16 volte più dell’argento. La gente cominciò a fondere le monete d’argento per realizzare gioielli, poichè il valore del metallo era superiore a quello della moneta. Di conseguenza il governo americano, nel 1873, decise di terminare la produzione di monete di argento e di fatto pose le basi per il  gold standard, un sistema con il quale la base monetaria è data da una quantità prefissata di oro.

Tutti investivano in argento e l’estrazione del metallo era una delle attività più redditizie. Ma ben presto l’eccesso di produzione portò allo scoppio della bolla speculativa e ad una discesa drastica dei prezzi. Tutti i produttori di argento si trovarono in grosse difficoltà, poichè si erano indebitati per far fronte agli investimenti in attività estrattive, nella convinzione che la richiesta di argento sarebbe continuata a crescere, insieme alle quotazioni. Nel 1890, il governo americano decise di acquistare 4,5 milioni di once di argento, per sostenere i prezzi (Sherman Silver Purchase Act). Il prezzo dell’argento passò immediatamente da 0,84 dollari/oncia a 1,50 dollari/oncia. Ma l’azione del governo provocò diffusi timori, soprattutto tra gli investitori e gli imprenditori, che ci fosse la volontà di sostituire le monete d’oro in circolazione, con monete d’argento di minor valore.

Le conseguenze furono devastanti. Molte attività economiche e molte banche decisero di chiudere la loro attività per non correre un rischio tanto elevato, preferendo invece immagazzinare oro come bene rifugio. I lavoratori impiegati nelle miniere d’oro, che  cominciavano a vedere i loro stipendi diminuire e aumentare le ore di lavoro, proclamarono una serie di scioperi che causarono grosse difficoltà economiche in tutto il paese.

Nel 1893 lo Sherman Silver Purchase Act venne tardivamente abrogato e con esso si pose fine all’era dell’argento. In soli quattro giorni i prezzi dell’argento passarono da 0,83 dollari/oncia a 0,62 dollari/oncia. Ma i danni più consistenti pesarono soprattutto sull’economia dell’intero paese: istituti bancari che avevano chiuso i battenti e un mercato immobiliare i cui valori erano crollati.

Il Colorado fu lo stato americano che risentì maggiormente di questa crisi, poichè produceva circa l’80% dell’argento di tutti gli Stati Uniti. Migliaia di lavoratori del settore minerario rimasero disoccupati e lo stato non fu in grado di prendersi cura di un numero così grande di persone senza lavoro. Molti lavoratori cominciarono ad emigrare e lo stato del Colorado, per assecondare il fenomeno, offriva biglietti ferroviari di sola andata per chi voleva lasciare il paese. La popolazione di Denver, la capitale del Colorado, passò da 106.000 a 90.000 persone in soli 5 anni.

Nel 1900 gli Stati Uniti promulgarono il Gold Standard Act, ufficializzando l’abbandono del bimetallismo e l’adozione del sistema monetario aureo. Era finita un epoca di eccessi, speculazioni e interventi statali mal-riusciti, le cui conseguenze portarono ad una crisi profonda, da cui il paese uscì solo dopo lungo tempo e a costo di grandi sacrifici.

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