Alluminio

alluminio

L’alluminio puro è un metallo bianco-argenteo, con proprietà molto interessanti. È leggero, atossico (come metallo), amagnetico e antiscintilla, facile da deformare, da lavorare e da fondere. Nella sua forma più pura è tenero e malleabile (è impiegato solo in campo elettrico), ma legato con piccole quantità di rame, magnesio, silicio, manganese, zinco e altri elementi acquisisce proprietà che lo rendono utilizzabile in moltissime applicazioni.

L’impulso maggiore alla purificazione dell’alluminio è avvenuto intorno al 1850, quando Robert Bunsen e Henri Deville misero a punto il metodo elettrolitico. Ma l’effettiva produzione industriale iniziò nei primi anni del 1900.

È un elemento molto abbondante su tutta la crosta terrestre (8,1%) essendo il terzo elemento più abbondante, ma in natura è molto raro allo stato libero. Si trova soprattutto in forma di minerale bauxite, ossido-idrossido misto di alluminio in quantità variabili (intorno al 25%) a seconda delle miniere. Nel mondo, le principali miniere si trovano in Australia, Guinea, Vietnam, Brasile e Giamaica.

Le sue principali proprietà sono:

  • basso peso specifico,
  • elevata conducibilità elettrica,
  • buona resistenza alla corrosione,
  • scarse caratteristiche meccaniche,
  • elevata plasticità,
  • basso potere radiante,
  • eccellente duttilità e malleabilità.

Le leghe di alluminio hanno invece proprietà varie e un ampio campo di applicazioni. Infatti, per migliorare le caratteristiche meccaniche si aggiungono al metallo determinati quantitativi di elementi alliganti. Per esempio, l’ossido di alluminio (Al2O3, noto come corindone) è la sostanza naturale più dura dopo il diamante.

L’alluminio è il metallo più utilizzato, dopo il ferro e i suoi impieghi investono tutta l’economia moderna: trasporti, linee elettriche, edilizia, ottica, armamenti, imballi, beni durevoli di consumo, etc.

Il riciclaggio di questo metallo è molto conveniente. Infatti, per produrre un chilogrammo di alluminio, partendo dai rottami, è sufficiente meno di 1 KWh, contro i 14 KWh necessari partendo dal minerale.

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